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"L'uomo libero è colui che ha molti obblighi verso gli altri, verso la città e verso il luogo in cui vive" (M. Benasayag)

lunedì 9 marzo 2015

DIFFICOLTA'deiBAMBINI


L'Omega-3 DHA migliora le capacità di lettura e il comportamento dei bambini 




I bambini con difficoltà di lettura a scuola possono migliorare la capacità di lettura e il loro comportamento assumendo l'Omega-3 DHA.
Uno studio dell'Università di Oxford (Regno Unito) pubblicato su PLoS ONE1 dimostra che l'assunzione quotidiana di Omega-3 migliora le capacità di lettura e il comportamento di bambini che hanno problemi a leggere.
In particolare, l'Omega-3 che esercita questo importante beneficio è l'acido docosaesaenoico (DHA), uno dei nutrienti di cui sono ricchi i pesci grassi, l'olio di pesce e l'olio di alghe.
I bambini che traggono vantaggio dalla sua assunzione hanno un'età compresa tra i 7 e i 9 anni.
Omega-3 per bambini sani.
Gli acidi grassi Omega-3 sono nutrienti importanti per lo sviluppo del sistema nervoso fin nel ventre materno.



Non solo, diverse ricerche hanno dimostrato che dopo la nascita queste molecole migliorano lo stato di salute di bambini affetti da problemi comportamentali o cognitivi.
Fra questi sono inclusi la sindrome da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), la dislessia e il disordine dello sviluppo della coordinazione (DCD).
Lo studio condotto dai ricercatori di Oxford è, però, il primo a dimostrare un effetto così marcato dell'assunzione di Omega-3 sulla popolazione in età scolare.
Leggere meglio con l'aiuto di integratori di omega-3 DHA.
Per analizzare l'effetto dell'assunzione di omega-3 DHA gli autori hanno programmato la somministrazione quotidiana di 600 mg di DHA, sotto forma di olio di alghe, o di un placebo non contenente omega-3 a 362 bambini di età compresa fra i 7 e i 9 anni.
Tutti i partecipanti coinvolti nello studio erano in buono stato di salute e non soffrivano di disturbi comportamentali patologici, ma ottenevano punteggi al di sotto della media nelle prove di lettura.
L'assunzione di Omega-3 è continuata per 16 settimane e ha permesso di migliorare significativamente le capacità di lettura di quei bambini che all'inizio dello studio ottenevano i punteggi più bassi registrati nella popolazione generale.
In altre parole, di quelli che sapevano leggere peggio di tutti i bambini coinvolti nella sperimentazione.
Non solo, quanto peggiore era la capacità iniziale di lettura tanto maggiore è stato il miglioramento osservato.



Più bravi a leggere e più educati.
Accanto ai miglioramenti nella lettura, i genitori dei bambini coinvolti nello studio hanno registrato anche un miglioramento del comportamento dei loro figli.
La scala di valutazione scelta dai ricercatori per analizzare questo aspetto è quella normalmente utilizzata per rilevare i sintomi dell'ADHD.
Con questo metodo è stato possibile rilevare, ad esempio, che i ragazzi che avevano ricevuto il supplemento contenente DHA erano meno iperattivi e meno insolenti rispetto a quelli che non avevano assunto Omega-3.
Un modo semplice ed efficace per aiutare i bambini.
In base ai risultati ottenuti i ricercatori hanno concluso che l'assunzione di DHA è un modo semplice ed efficace per migliorare il comportamento e le capacità di lettura di bambini che non hanno problemi di salute, ma che hanno difficoltà a leggere.
Dato che i bambini che soffrono di questo problema corrono il rischio, più avanti nella vita, di avere problemi sia nell'educazione, sia nel lavoro, gli autori hanno già programmato di verificare se questo approccio aiuta anche a risolvere queste problematiche.

sabato 7 marzo 2015

MAMMEelicottero


"Mamme-elicottero" e l'ansia dei figli


Risultati immagini per mamme elicottero


I genitori protettivi, in inglese "helicopter parenting" generano figli ansiosi. Lo rivela uno studio condotto in Australia dal Centro di Salute Emotiva dell'Università Macquaire di Sidney e pubblicato sul giornale scientifico PlosOne. Lo studio è stato svolto su un campione di 200 bambini, testati per la prima volta in età prescolare, e poi nuovamente esaminati dopo cinque anni ( verranno poi di nuovo valutati fra altri tre anni). 

Ai bambini veniva richiesto di eseguire una serie di esercizi con le mamme accanto. Le mamme dovevano aiutarli solo se necessario, osservare il proprio comportamento e quello del bambino, e rispondere a domande quali «Vesto mio figlio anche se è capace di farlo da solo?». Alla fine è risultato che i figli delle mamme che aiutavano troppo, anche quando il bambino non ne aveva bisogno, sembravano essere più ansiosi e inibiti, più riluttanti ad aprirsi e ad esplorare situazioni nuove. E guarda caso i figli di genitori più ansiosi, sono più ansiosi. 

Secondo i ricercatori l'ansia e l' eccessivo coinvolgimento materno portano ad una diagnosi clinica di ansia più avanti negli anni. Anche quando il pargolo sembra essere in difficoltà, il comportamento più adatto non è quello della mamma-chioccia ma quello che si tiene "guidando la risposta del bambino a una situazione e modellando un comportamento coraggioso " secondo quanto sottolinea la professoressa Jennifer L. Hudson. Se il bambino, infatti, non affronta l'esperienza che genera ansia, crescerà più insicuro e ansioso e meno preparato ad affrontare una nuova situazione pericolosa in futuro. Occorre dunque, conclude la Hudson "lasciare che il bambino viva il momento d'ansia, e stimolare un comportamento coraggioso di risposta".

Mentre in Italia si parla di "genitori chioccia", e il termine in genere non riveste una connotazione negativa, nei paesi anglofoni l'espressione "helicopter parenting", presenta un' accezione peggiorativa e viene utilizzato oramai da decenni per descrivere quei genitori che, come elicotteri, ronzano perennemente sopra la testa e la vita dei propri figli. Una sorta di iper-presenza non solo fisica ma anche psicologica, che spesso appare esagerata sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi. 

Oltreoceano questi atteggiamenti sono attribuiti principalmente alla cosiddetta generazione di baby-boomers, ovvero di coloro che sono nati nel dopoguerra (tra il 1946 e il 1964), e che una volta diventati genitori, svegliano tutte le mattine i loro bambini perchè non arrivino in ritardo a lezione, magari al college, probabilmente attraverso il telefonino, definito dal professore americano Richard Mullendore «il cordone ombelicale più lungo del mondo». L'argomento è da tempo oggetto di dibattito e studi, non solo in Italia, dove si guarda positivamente ai genitori che amorevolmente svegliano i propri figli e magari gli preparano anche una nutriente colazione, ma in tutto il mondo. E a quanto pare però anche il "troppo amore" ha un prezzo.

lunedì 12 maggio 2014

CIsiamoPERSIiBAMBINI

Stiamo perdendo il concetto di “genitore”


Gli adulti sono, quasi sempre, coloro che creano “il futuro”. Hanno infatti il compito di educare i più piccoli ad imparare come affrontare una certa situazione, a relazionarsi in un determinato ambiente, a seguire delle certe regole. Se gli adulti non educano bene i giovani, la società del domani sarà in uno stato di degrado.
Analizziamo la figura degli adulti come Genitori. In particolar modo essi sono responsabili dei comportamenti dei figli, minorenni e non. Spesso si sentono notizie di bambini in discoteche, ragazzini che fumano o si drogano, bambine che vendono il proprio corpo senza il minimo pudore. Di fronte a tutto questo, non c’è da chiedersi cosa sia passato per la testa al bambino, ma se ci sia una presenza paterna o materna che guidi il figlio nelle scelte giuste o sbagliate. I genitori al giorno d’oggi sono sempre meno presenti nella vita dei figli, per questo i giovani si trovano da soli ad affrontare le scelte della vita. Non tutti in fatti riescono a seguire la direzione giusta, la “retta via”.
I genitori dovrebbero essere un esempio per il bambino, da stimare ed apprezzare. Per questo è necessario che essi mantengano un comportamento esemplare che stimoli i figli ad agire allo stesso modo. Ma a volte, i genitori iniziano subito dando il cattivo esempio, con comportamenti inadatti al ruolo che ricoprono e senza essere presenti a sufficienza. Questo ha chiaramente delle conseguenze sul pensiero del piccolo.
Gli adulti pensano che educare un figlio sia qualcosa di semplice e che può essere trascurato. Con il tempo, il ruolo del genitore inteso come “educatore” è andato perduto.


La maggior parte dei genitori e degli educatori di oggi - spiega Marina D'Amato, autrice di Ci siamo persi i bambini -, accompagnati dai media che fanno loro da eco, pensano che i bambini siano la fonte della preoccupazione. La metodica che ne deriva è quella di dover gestire il loro tempo, di doverli organizzare continuamente per farne dei "piccoli capolavori"
Alla adultizzazione sempre più precoce dei bambini fa da contrappunto la infantilizzazione massiccia degli adulti. Ecco perché madri e padri si vestono nello stesso modo dei figli, perché ambiscono a fare gli stessi giochi, perché lo sport non è più uno strumento mentale, oltre che fisico, per imparare che si può competere senza confliggere, ma diventa la prova delle capacità di questo "essere" che deve diventare esemplare, unico, assoluto.
La dimensione prevalente dell'adulto di oggi è quella della ricerca della complicità: l'adulto non è più un essere responsabile che si allea con i piccoli in vista di un progetto educativo, ma mettendosi sullo stesso piano del bambino, ne vuole diventare amico e complice. La preoccupazione diventa l'alibi dell'attenzione.


Fanno le stesse cose degli adulti, si vestono come loro, guardano la tv, giocano con i videogiochi, navigano su internet, praticano gli stessi sport, parlano con un uguale numero di vocaboli, usano gli stessi gesti, hanno pochi giocattoli ma moltissimi gadget. Sono i bambini dei nostri giorni, i bambini adulti, figli di adulti bambini. Più imparano, più rapidamente crescono, meno responsabilità hanno coloro che se ne dovrebbero prendere cura. Divorati dall’ansia, i genitori preferiscono delegare alla scuola, ai vecchi e nuovi media, alle tecnologie, all’associazionismo, il compito di accudire, crescere ed educare alla vita adulta. Perché esistono i bambini ma è scomparsa l’infanzia? Come sono e come dovrebbero essere gli adulti che hanno il compito di farli diventare grandi?


martedì 1 ottobre 2013

ApiedibusNELbosco

... PASSEGGIATA nel BOSCO




Il Bosco Palazzo si estende su un territorio di circa 20 ettari nelle vicinanze di Putignano località San Pietro Piturno. L'area è particolarmente indicata per chi voglia fare una passeggiata con la propria famiglia e riposarsi nel verde, e anche per gli sportivi e gli amanti della natura. Di particolare richiamo sono sia le numerose specie di animali che vivono nel bosco, che le diverse forme di vegetazione che caratterizzano il Bosco Palazzo. Nel bosco inoltre è possibile fare escursioni a piedi o in bicicletta per oltre 2 chilometri di sentieri attrezzati ed eventualmente effettuare una breve sosta in una delle aree predisposte.




Camminare nei boschi, una pratica insostituibile

Passeggiare in un bosco, a stretto contatto con la natura, sembra riconciliarci con il mondo. Da sempre filosofi, poeti, scrittori e gente comune lodano l'importanza e il beneficio di questa pratica che ancora oggi sembra essere insostituibile per il benessere del corpo, della mente e dello spirito.
















Buona camminata a tutti!

venerdì 27 settembre 2013

NONsoloSCUOLA

... iniziato l'anno scolastico 2013/2014, con tutte le attività di contorno extra scolastiche.



Si torna a scuola: come iniziare con il piede giusto e affrontare il trauma post vacanze.
Riabituarsi al ritmo scolastico è sempre difficile e anche un po' traumatico, ma vi sono alcune tattiche molto semplici che tutti possono applicare per riprendere velocemente familiarità con la vita da studente, ma anche per iniziare col piede giusto questo nuovo anno scolastico:
- per far sì che lunedì la sveglia presto sia meno traumatica vi consigliamo di non alzarvi a mezzogiorno la domenica, cercate di svegliarvi entro le 9:00;
- per darvi una carica in più pensate che la scuola è anche il luogo in cui nella maggioranza dei casi si incontrano tanti amici;
- per iniziare col piede giusto scordatevi di andare a scuola a mani vuote. Portatevi almeno 3 o 4 quaderni, il diario e ovviamente le penne;
- arrivate puntuali, e magari organizzatevi per andare a scuola con i vostri compagni con il PIEDIBUS, in modo tale da vivere in maniera più rilassata il momento in cui varcherete la soglia del vostro edificio scolastico;
- e dopo la prima settimana avrete già ripreso il ritmo a pieno regime.




Voi ragazzi e voi genitori siete contenti?


Comunque in bocca al lupo a tutti per il nuovo anno!!!