ABC ...

"L'uomo libero è colui che ha molti obblighi verso gli altri, verso la città e verso il luogo in cui vive" (M. Benasayag)

sabato 7 marzo 2015

MAMMEelicottero


"Mamme-elicottero" e l'ansia dei figli


Risultati immagini per mamme elicottero


I genitori protettivi, in inglese "helicopter parenting" generano figli ansiosi. Lo rivela uno studio condotto in Australia dal Centro di Salute Emotiva dell'Università Macquaire di Sidney e pubblicato sul giornale scientifico PlosOne. Lo studio è stato svolto su un campione di 200 bambini, testati per la prima volta in età prescolare, e poi nuovamente esaminati dopo cinque anni ( verranno poi di nuovo valutati fra altri tre anni). 

Ai bambini veniva richiesto di eseguire una serie di esercizi con le mamme accanto. Le mamme dovevano aiutarli solo se necessario, osservare il proprio comportamento e quello del bambino, e rispondere a domande quali «Vesto mio figlio anche se è capace di farlo da solo?». Alla fine è risultato che i figli delle mamme che aiutavano troppo, anche quando il bambino non ne aveva bisogno, sembravano essere più ansiosi e inibiti, più riluttanti ad aprirsi e ad esplorare situazioni nuove. E guarda caso i figli di genitori più ansiosi, sono più ansiosi. 

Secondo i ricercatori l'ansia e l' eccessivo coinvolgimento materno portano ad una diagnosi clinica di ansia più avanti negli anni. Anche quando il pargolo sembra essere in difficoltà, il comportamento più adatto non è quello della mamma-chioccia ma quello che si tiene "guidando la risposta del bambino a una situazione e modellando un comportamento coraggioso " secondo quanto sottolinea la professoressa Jennifer L. Hudson. Se il bambino, infatti, non affronta l'esperienza che genera ansia, crescerà più insicuro e ansioso e meno preparato ad affrontare una nuova situazione pericolosa in futuro. Occorre dunque, conclude la Hudson "lasciare che il bambino viva il momento d'ansia, e stimolare un comportamento coraggioso di risposta".

Mentre in Italia si parla di "genitori chioccia", e il termine in genere non riveste una connotazione negativa, nei paesi anglofoni l'espressione "helicopter parenting", presenta un' accezione peggiorativa e viene utilizzato oramai da decenni per descrivere quei genitori che, come elicotteri, ronzano perennemente sopra la testa e la vita dei propri figli. Una sorta di iper-presenza non solo fisica ma anche psicologica, che spesso appare esagerata sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi. 

Oltreoceano questi atteggiamenti sono attribuiti principalmente alla cosiddetta generazione di baby-boomers, ovvero di coloro che sono nati nel dopoguerra (tra il 1946 e il 1964), e che una volta diventati genitori, svegliano tutte le mattine i loro bambini perchè non arrivino in ritardo a lezione, magari al college, probabilmente attraverso il telefonino, definito dal professore americano Richard Mullendore «il cordone ombelicale più lungo del mondo». L'argomento è da tempo oggetto di dibattito e studi, non solo in Italia, dove si guarda positivamente ai genitori che amorevolmente svegliano i propri figli e magari gli preparano anche una nutriente colazione, ma in tutto il mondo. E a quanto pare però anche il "troppo amore" ha un prezzo.

lunedì 12 maggio 2014

CIsiamoPERSIiBAMBINI

Stiamo perdendo il concetto di “genitore”


Gli adulti sono, quasi sempre, coloro che creano “il futuro”. Hanno infatti il compito di educare i più piccoli ad imparare come affrontare una certa situazione, a relazionarsi in un determinato ambiente, a seguire delle certe regole. Se gli adulti non educano bene i giovani, la società del domani sarà in uno stato di degrado.
Analizziamo la figura degli adulti come Genitori. In particolar modo essi sono responsabili dei comportamenti dei figli, minorenni e non. Spesso si sentono notizie di bambini in discoteche, ragazzini che fumano o si drogano, bambine che vendono il proprio corpo senza il minimo pudore. Di fronte a tutto questo, non c’è da chiedersi cosa sia passato per la testa al bambino, ma se ci sia una presenza paterna o materna che guidi il figlio nelle scelte giuste o sbagliate. I genitori al giorno d’oggi sono sempre meno presenti nella vita dei figli, per questo i giovani si trovano da soli ad affrontare le scelte della vita. Non tutti in fatti riescono a seguire la direzione giusta, la “retta via”.
I genitori dovrebbero essere un esempio per il bambino, da stimare ed apprezzare. Per questo è necessario che essi mantengano un comportamento esemplare che stimoli i figli ad agire allo stesso modo. Ma a volte, i genitori iniziano subito dando il cattivo esempio, con comportamenti inadatti al ruolo che ricoprono e senza essere presenti a sufficienza. Questo ha chiaramente delle conseguenze sul pensiero del piccolo.
Gli adulti pensano che educare un figlio sia qualcosa di semplice e che può essere trascurato. Con il tempo, il ruolo del genitore inteso come “educatore” è andato perduto.


La maggior parte dei genitori e degli educatori di oggi - spiega Marina D'Amato, autrice di Ci siamo persi i bambini -, accompagnati dai media che fanno loro da eco, pensano che i bambini siano la fonte della preoccupazione. La metodica che ne deriva è quella di dover gestire il loro tempo, di doverli organizzare continuamente per farne dei "piccoli capolavori"
Alla adultizzazione sempre più precoce dei bambini fa da contrappunto la infantilizzazione massiccia degli adulti. Ecco perché madri e padri si vestono nello stesso modo dei figli, perché ambiscono a fare gli stessi giochi, perché lo sport non è più uno strumento mentale, oltre che fisico, per imparare che si può competere senza confliggere, ma diventa la prova delle capacità di questo "essere" che deve diventare esemplare, unico, assoluto.
La dimensione prevalente dell'adulto di oggi è quella della ricerca della complicità: l'adulto non è più un essere responsabile che si allea con i piccoli in vista di un progetto educativo, ma mettendosi sullo stesso piano del bambino, ne vuole diventare amico e complice. La preoccupazione diventa l'alibi dell'attenzione.


Fanno le stesse cose degli adulti, si vestono come loro, guardano la tv, giocano con i videogiochi, navigano su internet, praticano gli stessi sport, parlano con un uguale numero di vocaboli, usano gli stessi gesti, hanno pochi giocattoli ma moltissimi gadget. Sono i bambini dei nostri giorni, i bambini adulti, figli di adulti bambini. Più imparano, più rapidamente crescono, meno responsabilità hanno coloro che se ne dovrebbero prendere cura. Divorati dall’ansia, i genitori preferiscono delegare alla scuola, ai vecchi e nuovi media, alle tecnologie, all’associazionismo, il compito di accudire, crescere ed educare alla vita adulta. Perché esistono i bambini ma è scomparsa l’infanzia? Come sono e come dovrebbero essere gli adulti che hanno il compito di farli diventare grandi?


martedì 1 ottobre 2013

ApiedibusNELbosco

... PASSEGGIATA nel BOSCO




Il Bosco Palazzo si estende su un territorio di circa 20 ettari nelle vicinanze di Putignano località San Pietro Piturno. L'area è particolarmente indicata per chi voglia fare una passeggiata con la propria famiglia e riposarsi nel verde, e anche per gli sportivi e gli amanti della natura. Di particolare richiamo sono sia le numerose specie di animali che vivono nel bosco, che le diverse forme di vegetazione che caratterizzano il Bosco Palazzo. Nel bosco inoltre è possibile fare escursioni a piedi o in bicicletta per oltre 2 chilometri di sentieri attrezzati ed eventualmente effettuare una breve sosta in una delle aree predisposte.




Camminare nei boschi, una pratica insostituibile

Passeggiare in un bosco, a stretto contatto con la natura, sembra riconciliarci con il mondo. Da sempre filosofi, poeti, scrittori e gente comune lodano l'importanza e il beneficio di questa pratica che ancora oggi sembra essere insostituibile per il benessere del corpo, della mente e dello spirito.
















Buona camminata a tutti!

venerdì 27 settembre 2013

NONsoloSCUOLA

... iniziato l'anno scolastico 2013/2014, con tutte le attività di contorno extra scolastiche.



Si torna a scuola: come iniziare con il piede giusto e affrontare il trauma post vacanze.
Riabituarsi al ritmo scolastico è sempre difficile e anche un po' traumatico, ma vi sono alcune tattiche molto semplici che tutti possono applicare per riprendere velocemente familiarità con la vita da studente, ma anche per iniziare col piede giusto questo nuovo anno scolastico:
- per far sì che lunedì la sveglia presto sia meno traumatica vi consigliamo di non alzarvi a mezzogiorno la domenica, cercate di svegliarvi entro le 9:00;
- per darvi una carica in più pensate che la scuola è anche il luogo in cui nella maggioranza dei casi si incontrano tanti amici;
- per iniziare col piede giusto scordatevi di andare a scuola a mani vuote. Portatevi almeno 3 o 4 quaderni, il diario e ovviamente le penne;
- arrivate puntuali, e magari organizzatevi per andare a scuola con i vostri compagni con il PIEDIBUS, in modo tale da vivere in maniera più rilassata il momento in cui varcherete la soglia del vostro edificio scolastico;
- e dopo la prima settimana avrete già ripreso il ritmo a pieno regime.




Voi ragazzi e voi genitori siete contenti?


Comunque in bocca al lupo a tutti per il nuovo anno!!!




martedì 21 maggio 2013

InostriBAMBINIsonoILfuturo


... il nostro futuro ...



Se i bambini sono il futuro, mi sembra di essere molto miopi quando si tratta di progettazione urbana. Molto poco, se non del tutto, viene fatto sulla scelta progettuale per una città moderna, considerando veramente se queste saranno adatte ai bambini.





In questo nuovo secolo, l'umanità diventa una specie prevalentemente urbana, stile di vita e le malattie mentali diventeranno sempre minacce più grandi  per la società. Secondo il professor Ronald Kanter di cardiologia pediatrica presso la Duke University, i bambini nati oggi hanno 500 volte più probabilità di morire di malattie cardiache legate lifestyle che di malattie cardiache congenite.




Oggi è ben noto che la maggior parte di queste malattie hanno origine nell'infanzia. Uno studio della popolazione in Finlandia, per esempio, ha trovato che i bambini tra i nove e i diciotto anni che sono più fisicamente attivi, hanno più probabilità di crescere e diventare adulti attivi. Tuttavia, per tutti i benefici che le città potrebbero offrire, l'attuale modello su cui si basano, il loro sviluppo sembra spingere la gente in una vita sedentaria e isolata.


 Abbiamo necessità che i nostri figli siano sicuri e sani abbastanza per giocare in città.


Indipendentemente dallo status socio-economico, i bambini che vivono vicino alle strade congestionate sono meno propensi a sentirsi al sicuro nel loro quartiere e a giocare fuori. D'altra parte, è stato evidenziato che i bambini che vivono in periferia hanno una maggiore fiducia dei loro genitori per compiti anche semplici come visitare amici o andare nei negozi e acquisiscono l'autonomia di cui hanno bisogno per diventare adulti equilibrati.


Mentre molti studi indicano che i genitori, idealmente, non vogliono che i loro bambini vadano a giocare fuori, per questioni di sicurezza, tra cui la criminalità e il pericolo di traffico. E per tali preoccupazioni che i bambini sono invece tenuti al chiuso. Come è stato notato seccamente: "Se una macchina colpisce un bambino, è un incidente, ma se un bambino danneggia una macchina, è vandalismo".


Al fine di rendere una città più amica dei bambini, bisogna incoraggiarli a farsi amica la città stessa. Tuttavia, proprio perché i problemi associati sono tanti, non significa che i bambini non possono giocare liberamente ed essere membri attivi della comunità.


La ricreazione per bambini non è, beh, un gioco da ragazzi. Si tratta di una componente essenziale per il loro sviluppo individuale, sia fisicamente che mentalmente. Altrettanto importante è l'apprendimento sociale che avviene quando si gioca. Il tempo per il gioco costruttivo può contribuire a migliorare l'apprendimento e un maggiore senso di sicurezza e di appartenenza.


Inoltre, ci sono cose che si possono fare per il domani, senza troppi problemi, dai membri della comunità di base per rendere i propri quartieri più giocabili per i bambini di tutte le età.


Play Out è una iniziativa del Regno Unito di chiudere temporaneamente strade per il traffico motorizzato in modo per i bambini possano giocare fuori. La città di New York ha una iniziativa Play Street che ha regolari (settimanalmente o più) strade chiuse, in programma in tutta la città per far giocare i bambini in strada .



La cosa interessante da notare, è il modo in cui queste iniziative, conducono ad una maggiore coesione della comunità, come adulti e bambini uscire in strada e iniziare a incontrare i loro vicini. Un villaggio potrebbe essere necessario per crescere un bambino, ma anche un bambino è necessario per un paese (o quartiere) per diventare veramente una comunità. 


Guardando al futuro, dobbiamo progettare i nuovi quartieri con i bambini in mente. Il framework di sviluppo per il District Six è un buon esempio di un design veramente urbano, ma che incorpora anche "stanze all'aperto", disponibile per i bambini per giocare dove sentirsi liberi di muoversi.


Le possibilità sono infinite ed emozionanti.

Certo, è facile ignorare i bambini, ma lo facciamo a nostro rischio e pericolo. Più di chiunque altro, i bambini hanno bisogno di essere inclusi nel tessuto della città. Potremmo scoprire che sono il filo d'oro che mantiene tutti noi insieme.